CARO MICHELE…

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9 febbraio 2017 di vincenzosardiello

George Grosz - Eclisse di sole - 1926

George Grosz – Eclisse di sole – 1926

Caro Michele,

scusa, ma ci siamo distratti e non ci siamo accorti che tra le priorità dell’esistenza non abbiamo inserito il diritto alla felicità perché, si sa, è un concetto relativo, astratto, impossibile da raggiungere. Abbiamo preferito ripiegare su altro, qualcosa di più tangibile. Vuoi mettere un vestito, un televisore o un’automobile con la felicità? Non ci sono paragoni. E poi cosa te ne fai della felicità? Ti metti li a guardarla. Prima o poi ti stancherà. Pensa invece ad un bel cellulare, quando ti stanchi ne compri un altro nuovo, alla moda, e così non ti annoi mai. Abbiamo pensato che l’esistenza sta proprio nel ricorrere il nuovo, quello che è alla moda, l’eccesso. Sino a quando te lo puoi permettere, certo, poi sei fuori. Ma non è un gioco, è la vita.

Scusa, ma abbiamo avuto da fare e abbiamo raccontato che l’unità di misura del futuro è il possesso. È vero, non tutti possono avere, ma in fondo ci perdonerai si tratta di un piccolo errore statistico. La maggioranza ce la farà e chi proprio non ci riesce può provarci all’infinito, tanto il futuro è pieno di speranze. Certo, le speranze si devono reggere su possibilità concrete, che, a dire il vero non ci sono, ma noi abbiamo inventato l’illusione. Non è vero che il mondo va a rotoli Michele, sei tu il solito pessimista che non riesce ad avere una visione positiva della vita.

Scusa, ma avevamo fretta e vi abbiamo chiesto di accettare che nella vita conta solo il successo, che per essere qualcuno bisogna essere un vincente. E poco importa se per vincere si deve creare sofferenza negli altri. L’importante è arrivare. Arrivare quanto più in alto possibile nel minor tempo possibile. Abbiamo detto che pur di arrivare si possono fare compromessi, imbrogli, prevaricazioni. Se nonostante tutto non ci riesci puoi sempre riprovarci, bussare ad un’altra porta, calpestare la tua dignità diversamente.

Scusa, ma abbiamo scambiato la tua rabbia con la cattiveria perché abbiamo raccontato che chi non accetta le regole della vita è un nemico da combattere, un numero negativo da ignorare. Ma, tranquillo, non c’è bisogno di far scorrere il sangue, a fare la guardia c’è la giustizia e, se non è sufficiente quella civile, c’è quella morale. Perché ormai ognuno incarna questo modello alla perfezione e non c’è bisogno di reprimere, tanto saranno gli altri ad escludere. E poi la colpa di tutto è sempre di chi sta peggio. È un meccanismo perfetto, questo ce lo devi riconoscere.

Scusa, ma le nostre priorità sono altre. Non possiamo concentrare i nostri sforzi su chi è già escluso. Non avertene a male, non ce l’abbiamo con la tua generazione. Noi abbiamo i nostri obiettivi e voi siete solo una piccola parte, insignificante, del sistema – mondo.

Scusa, ma si è fatto tardi e sai quanto sia vero che il tempo è denaro. A noi interessano solo i profitti e la vita degli altri è solo uno strumento per continuare a farli. Il tuo gesto è stato d’effetto, ma tra qualche giorno tutti se ne saranno dimenticati e la vita tornerà a scorrere più lieta di prima.

Ora è arrivato il momento di augurarti buon viaggio, con l’auspicio che il tuo gesto non sia l’inizio di una rivolta, ma su questo francamente siamo scettici, perché in fondo tutti continueranno a fare sempre quello che chiediamo noi. Perché è comodo e perché ormai abbiamo distrutto la capacità di sognare una vita diversa.

Ciao Michele.

Con stima
La società

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