VIA CRUCIS DI GIANLUIGI NUZZI

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3 dicembre 2015 di vincenzosardiello

Nuzzi_VIACRUCISChe la Chiesa non la si gestisca con un Avemaria è lampante, ma quanti di noi conoscono realmente le dinamiche che si nascondono dietro ai movimenti economici del Vaticano?

L’argomento, come sempre quando si tratta di finanza, assume contorni molto astratti e di difficile comprensione che dovrebbe interessare esclusivamente i fedeli. C’è però un piccolo dettaglio: una quota cospicua di questo denaro proviene direttamente dalle tasche dei cittadini italiani mediante l’8 per mille.

A cercare di fare chiarezza sulla questione, sfruttando anche l’ondata di complottismo, sono usciti recentemente due volumi curati da due giornalisti molto seri Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi che in questi giorni, proprio per le loro inchieste, sono alla sbarra in Vaticano nel processo Vatileaks II.

La nostra attenzione si soffermerà sul libro “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi edito da Chiarelettere.

Nuzzi, da giornalista esperto, costruisce una inchiesta incentrata esclusivamente sui documenti e, con una scrittura molto chiara, racconta una Chiesa sospesa tra le riforme volute da Papa Francesco e la mala gestione ormai incancrenita dello status quo.

Fa una certa impressione leggere una conversazione riservata in cui il Papa parla di fatture, preventivi e pagamenti, ma a quanto pare questi elementi che costituiscono la base di ogni calcolo economico sono pressoché sconosciute in Vaticano.

Una gestione economica orientata allo sperpero ed esclusivamente verso un hic et nunc che sta mettendo seriamente in pericolo persino il futuro pensionistico dei lavoratori del piccolo Stato.

Una situazione incredibile di buchi, bilanci fantasiosi, cospirazioni, commissioni segrete, spie e di tutti gli elementi che solitamente costituiscono gli ingredienti di un action movie in cui non mancano doppiogiochisti e personaggi improbabili.

Tra questi spiccano Francesca Immacolata Chaoqui e monsignor Vallejo Balda, figure di fiducia del pontefice, che si ritrovano ora al centro dell’inchiesta vaticana per la cessione di documenti riservati e sotto i riflettori mediatici per una condotta morale non propriamente specchiata.

Ad osservare dall’alto tutto ciò c’è un patrimonio immobiliare immenso che non frutta quanto dovuto e soprattutto quanto sarebbe necessario per le casse della Santa Sede che, se continua di questo passo, rischia seriamente il default.

Ovviamente una menzione speciale spetta allo Ior, l’Istituto per le Opere religiose, che, grazie al suo codice di segretezza nella gestione dei conti, ha contribuito negli anni ad una colossale opera di riciclaggio di denaro sporco e che, nonostante il codice sulla trasparenza, continua a contenere zone d’ombra inquietanti.

Ne emerge una chiesa secolarizzata con un clero vizioso che vive immerso nel lusso più sfrenato e che non rappresenta assolutamente la volontà di Francesco.

Al termine del libro una domanda dovrebbe sorgere spontanea nei fedeli: come si sarebbe comportato Cristo di fronte a questa situazione?

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