LA LOCOMOTIVA CINESE DERAGLIA NEL CAPITALISMO MATURO

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9 luglio 2015 di vincenzosardiello

Max Beckmann, Perseo, 1941

Max Beckmann, Perseo, 1941

Mentre nella vecchia Europa è all’ordine del giorno l’emergenza greca che, come avevamo previsto si risolverà in mera fuffa bancaria, nel mondo sta accadendo l’impensabile: il gigante cinese in crisi.

Dai dati delle ultime settimane sembra proprio volgere al tramonto l’epopea del capitalismo d’assalto in salsa pseudo comunista che così tanto è costato alla classe media e bassa dell’occidente.

Dal 12 giugno la Borsa di Shanghai ha perso quasi il 30%. Roba da far accapponare la pelle e che fa tornare alla memoria il maledetto 1929. Tutta colpa, neanche a dirlo, della finanza che, cavalcando l’euforia della bolla speculativa – foriera di disastri – ha esposto i risparmiatori in maniera spaventosa. Il risultato è un aumento del debito che ha raggiunto quasi il 300% del Pil.

Ora, considerando che i cinesi detengono una quota cospicua di gran parte dei debiti del mondo, in particolare degli USA, come è possibile non pensare che questa situazione sia solo l’annunciarsi di una stagione ben peggiore di quella del 2008?

La forbice tra economia reale ed economia finanziaria, come ha provato strenuamente a far intendere Varoufakis, sta ormai per raggiungere il suo livello massimo perdendo definitivamente il contatto con la gente che vive in nazioni che sono ostaggio di qualcosa che non esiste.

La finanza è stata la grande creatura inventata per superare il problema dei limiti dell’economia reale. Un diversivo che si è rivelato un’arma a doppio taglio con il risultato che l’economia reale è stata fagocitata da questa entità astratta.

Oggi viviamo una fase di transizione che potremmo definire, senza tema di smentita, chiave per il futuro del mondo così come lo abbiamo conosciuto. Il disastro verso cui ci stiamo proiettando può condurci a due possibili soluzioni: un ritorno verso forme di esistenza meno orientate al consumismo oppure ad una guerra che passerà dalle lotte dei capitali al rombo assordante delle bombe.

Ora il problema è: chi spiega alla ex troika tutto questo?

Già, il problema è il formaggio.

 

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