RACCONTI IN PUNTA DI CRAVATTA FA TAPPA A ERCHIE

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10 giugno 2014 di vincenzosardiello

MANIFESTOL’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Erchie, in collaborazione con la Consulta delle Donne di Erchie, presenta mercoledì 11 giugno alle ore 19.00 presso Palazzo Ducale, il libro di Vincenzo Sardiello “Racconti in punta di cravatta” edito da Mds Editore. Dopo i saluti del Sindaco Giuseppe Margheriti e della presidente della Consulta delle Donne Teresa Mastrangelo, interverranno il Neuropsichiatra Vincenzo Capozza e l’autore Vincenzo Sardiello. A moderare l’incontro sarà l’Assessore alle Pari Opportunità Chiara Saracino. Durante la serata sarà presentata l’iniziativa “Braccialetti Coraggiosi” a cura della Consulta delle Donne in collaborazione con le Portatrici di Santa Lucia. Media Partner dell’evento Idea Radio.

Vincenzo Sardiello, sociologo ed esperto d’arte, cura mostre artistiche e si occupa della regia di spettacoli teatrali. “Racconti in punta di cravatta” è il suo debutto letterario.

Il libro, con illustrazione di copertina a cura dell’artista Luigi Lerna, contiene diciannove racconti e due commedie. Racconti in punta di cravatta narra frammenti di vite che si svolgono in città ormai divenute scenari apocalittici, in un mondo caotico e sfuggente dove la realtà ha assunto le sembianze di un incubo. I personaggi sono quasi tutti dei vinti esistenziali: prigionieri delle loro ipocrisie e della loro solitudine, pongono il proprio io al centro dell’universo scoprendo, quasi per caso, che esistono anche gli altri.

Nella prefazione scrive Paolo Cardoso, professore dell’Università di Firenze e psicoterapeuta di chiara fama: «… molti autori hanno scritto romanzi, racconti, opere di teatro dove hanno delineato il malessere e gli stati d’animo della propria epoca. Ebbene, anche Vincenzo Sardiello lo fa. E lo fa in modo perfetto, dal punto di vista letterario e del coinvolgimento del lettore. Ha poi una qualità che è davvero rara, oggi che tutti si sentono scrittori e artisti: è un autore non banale. Ed essere “non banali”, è davvero difficile. Ha saputo delineare dei personaggi che riescono a esprimere il disagio, la solitudine e l’isolamento che regnano oggi sovrani. È riuscito a far emergere la difficoltà che moltissimi hanno, non solo per esprimere i loro veri sentimenti, ma ancor prima di riconoscerli». E aggiunge: «Sardiello è un autore colto che nello scrivere cerca di essere se stesso. Leggendolo mi veniva in mente Pennac e lì per lì non capivo perché. Poi invece ho compreso che entrambi questi scrittori hanno lo stesso modo di stupire, di capovolgere le nostre aspettative di lettori, di incuriosirci e di farci riflettere».

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