LUI E’ TORNATO

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17 luglio 2016 di vincenzosardiello

Lui_è_tornato_LOCStiamo vivendo giorni difficili. Il terrorismo, la brexit e i crescenti fenomeni di intolleranza nei confronti delle diversità, ci stanno facendo ripiombare verso un passato che credevamo ormai essere morto e sepolto.

Che cosa accadrebbe se in questo contesto tornasse Adolf Hitler in carne ed ossa? E’ questo lo spunto del film “Lui è tornato” diretto da David Wnendt con un gigantesco Oliver Masucci nei panni del dittatore nazista.

Sembra un incipit paradossale con conclusioni scontate ma lo sviluppo della trama, con scene improvvisate girate lungo le strade e le piazze con i passanti, dimostra come la storia in fondo non ci abbia insegnato nulla.

Hitler capisce il potenziale dei mezzi di comunicazione e, cavalcando il successo televisivo ottenuto come sosia del führer, riesce a ottenere con le sue idee un successo mediatico incredibile che fa di lui un caso nazionale.

La gente applaude e segue i vaniloqui del dittatore tedesco che propone con il suo linguaggio e la sua mimica tutta la violenza del proprio pensiero, sino a quando non compare un video che inchioda il dittatore mentre spara ad un cane che lo stava aggredendo.

In quell’istante l’indignazione diventa massima e il führer viene scaricato dai media e dai telespettatori. La memoria del pubblico è però corta e tornerà nuovamente sulle scene con un libro di successo e con un film sul suo ritorno.

“Lui è tornato” è una pellicola divertente, basata sull’omonimo bestseller satirico di Timur Vermes, che riesce a far riflettere su come sia facile ricadere nelle trappole che ingabbiarono la società tedesca degli anni ’30.

Spassosissime le riflessioni sulla società contemporanea da parte di Hitler. Dall’analisi politica sulla Germania del nuovo millennio all’incomprensibile uso della televisione, dall’uso di internet all’entrata nei meandri del partito neonazista.

Un film da vedere e da leggere tra le righe. Peccato sia passato nei cinema solo per pochissimi giorni.

Molto significativa la riflessione del führer sui nostri giorni: “Sono tempi favorevoli per un ritorno al potere”. Non si può dire che non sia così. In tempi di incertezza e di difficoltà economica sociale l’idea di delegare tutto il potere nelle mani di un solo uomo che dice di voler fare l’interesse dei cittadini è molto forte e lo straniero diventa il copro espiatorio di tutto.

La paura e la disperazione hanno generato e continuano a produrre solo odio e chi intuisce la verità continua ad essere tacciato di pazzia.

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